Conferenze online ISItA

Dal 2021, l'Istituto Italiano di Antropologia organizza annualmente conferenze online su temi di interesse interdisciplinare rivolte a un pubblico non specialistico. Gli incontri saranno fruibili liberamente attraverso una piattaforma online, anche sotto forma di registrazione video.


2022 Integrazione visuospaziale e archeologia cognitiva

con il patrocinio del dottorato in Biologia Ambientale e Evoluzionistica, Università di Roma "La Sapienza"

Per i crediti delle immagini vedi sotto

Presentazione generale

La mente è stata da sempre interpretata come il prodotto del cervello. Negli ultimi anni, le scienze cognitive stanno offrendo invece una visione alternativa, che vede la cognizione come un processo basato nell’interazione tra cervello, corpo e ambiente.

Nel caso del genere umano, l’ambiente include ovviamente anche l’ambiente culturale e, in particolare, quello tecnologico. Queste teorie, evidentemente, richiedono un cambiamento radicale nell’interpretazione del corpo e del sistema percettivo, degli strumenti come elementi cognitivi periferici ed extra-somatici, e del concetto di spazio relativo a processi quali l’immaginazione visuale, l’attenzione, le funzioni esecutive, le dinamiche sociali, i meccanismi mnemonici o la stessa coscienza.

Nuove discipline stanno cercando di creare ponti tra antropologia e neuroscienza, tanto a livello metodologico come teorico e sperimentale. La paleoneurologia studia l’anatomia cerebrale nelle specie fossili, la neuroarcheologia studia le funzioni cerebrali associate ai comportamenti che possiamo inferire dal registro archeologico, e l’archeologia cognitiva cerca di interpretare questi comportamenti nel contesto delle teorie e dei metodi di ricerca della psicologia.

Questo ciclo di incontri comprende quattro conferenze che descriveranno alcuni aspetti sperimentali associati a questo contesto, integrando aspetti evolutivi (soprattutto l’evoluzione tecnologica nel genere umano) con aspetti cognitivi associati alla percezione e all'attenzione. Annapaola Fedato presenterà una serie di studi che considerano la risposta attenzionale durante la manipolazione di oggetti litici del Paleolitico Inferiore, misurata attraverso il potenziale elettrico della pelle (analisi elettrodermica). María Silva-Gago analizzerá l’interazione visuale con gli stessi strumenti litici, mediante tecniche di monitoraggio oculare (eye-tracking). Justine Cléry ci parlerà di come cambia la percezione quando uno strumento entra nel raggio d’azione del nostro corpo (spazio peri-personale). Emiliano Bruner chiuderà infine il ciclo di conferenze, presentando una sintesi sull’evoluzione visuospaziale e attenzionale nel genere umano.

Analisi elettrodermica, percezione aptica e preistoria

Annapaola Fedato*

7 Novembre 2022, ore 17:00 (da remoto: https://meet.google.com/nsk-ffwj-hdn)

L’analisi elettordermica permette analizzare la variazione dell’attenzione e del livello di attivazione cognitiva (arousal) mediante lo studio dei cambiamenti impedenziometrici della pelle. Utilizzando questa tecnica è possible studiare come cambia lo stato attenzionale nell’esplorazione tattile e nella manipolazione dell’industria del Paleolitico Inferiore, rivelando differenze tra Olduvaiano e Acheleano associate alle loro caratteristiche fisiche e geometriche.

*Annapaola Fedato è laureata in Scienze Ambientali e dottore di ricerca in Evoluzione Umana. Si occupa di archeologia cognitiva e percezione aptica, e in particolare dell’integrazione tra corpo e tecnologia litica, utilizzando tecniche di analisi ergonomica, morfometria, ed elettrodermografia.

Visual attention and paleolithic technology

María Silva-Gago*


21 Novembre, ore 16:00 (in inglese, da remoto: https://meet.google.com/pmu-ojhx-xhm)


La visione è uno strumento chiave per la selezione attenzionale sia esogena che endogena e può essere analizzata utilizzando dispositivi di tracciamento oculare. I modelli di scansione visiva associati all'esplorazione degli strumenti del Paleolitico inferiore suggeriscono che le caratteristiche salienti degli strumenti non siano influenti in questo senso. Invece, l'attenzione e l'"affordance" sono in gran parte associati alle regioni strutturali (base) e funzionali (punte), con differenze tra choppers e asce.


*María Silva-Gago ha una laurea in Storia e un dottorato di ricerca in Evoluzione umana. La sua ricerca si concentra sullo studio dell'integrazione visuospaziale nell'archeologia cognitiva. Indaga i modelli di attenzione visiva associati all'esplorazione degli strumenti in pietra del Paleolitico, principalmente attraverso metodi di eye-tracking.

Peripersonal space: beyond the body

Justine Cléry*


5 Dicembre, ore 16:00 (in inglese, da remoto: https://meet.google.com/nqk-xpeb-gpa)


Lo spazio direttamente vicino al corpo rappresenta una priorità ai fini della sopravvivenza, rispetto agli spazi più distanti. Questo spazio, chiamato spazio peripersonale, quando invaso da un oggetto o anche da un conspecifico, genera comportamenti difensivi o di evitamento per motivi di autoprotezione. In questa lezione verranno presentate le funzioni di questo spazio, la dinamica e la modulazione legate a fattori fisici, emotivi, sociali e culturali. Verranno anche discusse ipotesi sui potenziali cambiamenti di questo spazio durante l'evoluzione umana.


*Justine Cléry è Assistant Professor presso la McGill University dall'aprile 2022. Ha svolto i suoi studi di dottorato con Suliann Ben Hamed presso l'Institute des Sciences Cognitives (Lione, Francia) e la sua ricerca post-dottorato con Stefan Everling presso la Western University (Canada). Usa la risonanza magnetica funzionale e le misurazioni comportamentali in macachi e uistitì svegli per studiare le reti funzionali coinvolte nell'elaborazione sensoriale, nella rappresentazione dello spazio e nella cognizione sociale.

Integrazione visuospaziale e evoluzione umana

Emiliano Bruner*


19 Dicembre, ore 16:00, Aula Marini Bettolo, edificio di Botanica, città universitaria.

e da remoto https://meet.google.com/knp-axaa-zdh


La paleoneurologia ha evidenziato cambiamenti importanti nella corteccia parietale del genere umano, e l’archeologia cognitiva ha descritto variazioni importanti delle sue principali funzioni cognitive, in particolare degli aspetti associati all’integrazione visuospaziale. Queste evidenze suggeriscono una importanza cruciale, per l’evoluzione della nostra specie, delle relazioni funzionali tra cervello, corpo e tecnologia.


*Emiliano Bruner è laureato in Biologia e dottore in Biologia Animale. E’ ricercatore in paleoneurobiología presso il Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana di Burgos, Spagna. Si occupa di neuroanatomia evolutiva, craniologia funzionale, e archeologia cognitiva.

2021 Dialoghi su culture, comportamento ed etica a 150 anni dal “The Descent of Man” di Charles Darwin

Etica ed evoluzionismo: biologia e filosofia del senso morale

Eleonora Severini, Università di Pavia, Dipartimento di Studi Umanistici


11 dicembre 2021

link non ancora disponibile


Come può essere intesa la relazione tra etica ed evoluzionismo? Si può partire dai problemi connessi a questa relazione e chiedersi perché sia così difficile parlare di etica ed evoluzionismo. Alla base di questa difficoltà sembrano esserci tanto ragioni storiche quanto ragioni teoriche. Per affrontare queste questioni, vengono discusse tre tesi: (1) l’etica e l’evoluzione coincidono; (2) l’etica contrasta l’evoluzione; (3) l’etica è slegata dall’evoluzione. Partendo dalle difficoltà in cui incorrono le tre tesi, viene proposto un modo alternativo di pensare la relazione tra etica ed evoluzione in grado, da un lato, di includere l’ambiente all’interno della visione evoluzionistica di riferimento e, dall’altro lato, di collocare l’etica in una prospettiva ecologica.

Mente estesa e Archeologia Cognitiva

Emiliano Bruner, Centro Nacional de Investigación sobre la Evolución Humana, Burgos (España)


10 novembre 2021

video disponibile al link


Negli ultimi anni sono aumentate le evidenze che supportano le ipotesi di estensione cognitiva, proponendo che il processo mentale non sia limitato al sistema cerebrale ma che coinvolga attivamente anche il corpo e l'ambiente (soprattutto la tecnologia). Nella filogenesi umana sarebbe stata dunque fondamentale l'evoluzione di una "capacità protesica" che abbia permesso l'inclusione degli strumenti negli schemi del corpo e del sistema nervoso centrale. Questo processo si può analizzare anche attraverso il registro archeologico, utilizzando metodi e tecniche della neuropsicologia e delle scienze cognitive.

Darwin continuista, i non umani e l’antropologia culturale

Stefano Allovio, Università di Milano Statale


9 novembre 2021, 11:15

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Nel “The Descent of Man”, Darwin rivendica in modo insistente il paradigma continuista, sottolineando il potere di ragionamento degli animali non-umani, spingendosi fino al punto di connettere i sogni dei cani a possibilità “non umane” di animismo. L’antropologia contemporanea, sempre più attenta alle relazioni fra umani e non umani, non faticherebbe a sovrapporre, per esempio, le considerazioni di Darwin attorno alle facoltà mentali dei cani a quanto si rintraccia in raffinate etnografie come quella di Eduardo Kohn sui Runa del Perù. Darwin e i Runa (che lui avrebbe potuto forse definire “infimi selvaggi”) sono molto più simili di quanto si possa immaginare: pensano a cosa pensano i cani e lo fanno a partire da un sapere che si nutre di dense relazioni interspecifiche.

Evoluzione dell'altruismo

Telmo Pievani, Università di Padova


31 maggio 2021, 17:30

video disponibile al link


Il mondo animale ci regala molti esempi di altruismo, anche in specie evolutivamente lontane dalla nostra. Questa diffusione dei comportamenti altruistici può sembrare un paradosso, visto che la selezione naturale favorisce i tratti che permettono ai loro portatori di sopravvivere e riprodursi. Come riescono i comportamenti altruistici a prevalere sull’interesse individuale?

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